I 5 ingredienti più usati nella medicina ayurvedica

Ultimo aggiornamento: 01.11.20

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L’ayurveda è una scienza originaria del subcontinente indiano che vanta una tradizione millenaria. Ma quali sono le spezie e le erbe considerate più efficaci?

 

Il nome ayurveda deriva dall’insieme dei termini sanscriti “ayus”, che significa vita, e “veda”, conoscenza. Le sue effettive origini sono ancora oggi sconosciute: le fonti più antiche risalgono al 2000 a.C., ma è molto probabile che siano ancora più lontane.
Secondo la tradizione induista, sembra che questa scienza sia nata con Brahma, il dio creatore dell’universo, che donò il sistema ayurvedico ai suoi primi discepoli, che tramandarono dapprima oralmente la dottrina, per poi trascriverla negli antichi testi sacri indiani, i Veda.
La storia dell’ayurveda è davvero lunga e complessa: un paio di libri non basterebbero a descrivere tutto il mondo e la magia che l’avvolge, soprattutto per chi non ha una grande conoscenza del mondo orientale; tuttavia, in questo articolo proveremo a delineare i caratteri più importanti di questa scienza millenaria.

 

Cos’è l’ayurveda e a cosa serve

Come abbiamo accennato, si tratta di un complesso sistema terapeutico e medico utilizzato ancora oggi nel subcontinente indiano, dove viene di gran lunga preferito rispetto alla medicina moderna.
In occidente però, tale scienza non è ancora riconosciuta del tutto come rimedio sicuro, soprattutto a causa dell’utilizzo di alcuni materiali ritenuti pericolosi. Nonostante ciò, si è diffusa a tal punto che oggigiorno è possibile seguire dei corsi formativi specializzati, volti soprattutto alla cura del corpo e della pelle.
L’ayurveda però non si limita a questo: si basa su una concezione molto più profonda, che secondo la tradizione porta il nome di Tridosha, cioè la tripartizione delle energie vitali, secondo cui possibile scegliere il tipo di erbe, spezie e metalli più adatti a riequilibrare lo spirito.

 

I dosha

Vata, Pitta e Kapha, ognuno di noi ne possiede un dominante in base alla forma del corpo, al carattere e alla tipologia di pelle, e per far sì che questo sia stabile senza causare squilibri e malattie, è necessario seguire una dieta e utilizzare determinate erbe a seconda dell’elemento che riteniamo essere più potente.
Tranquilli, per conoscere il proprio dosha non c’è bisogno di recarsi in India: online è possibile effettuare un semplice test con domande molto dettagliate sulla propria fisionomia, con cui poter valutare per sommi capi verso quale dei tre si è più propensi.
Vata domina l’aria e lo spazio, è presente nella parte bassa del corpo, principalmente nel colon, e regola tutto ciò che è in movimento: il sangue, il battito cardiaco e il respiro. La pelle è più secca, fredda e più ruvida, e necessita di essere scaldata per non degenerare.
Pitta invece controlla il fuoco e l’acqua, aiuta la digestione e diminuisce l’acidità. È l’elemento più emotivo dei tre, poiché si fa carico dei sentimenti: si trova principalmente al centro del corpo, nel fegato e nei reni. Infine l’epidermide è più untuosa, ma al contempo può essere anche secca.
Kapha invece rappresenta l’acqua e la terra, la sua funzione principale è tenere unito il corpo e la mente e si trova nella parte superiore delle persone: naso, testa, torace e stomaco.
Ognuno dei tre elementi può essere infastidito da un cibo, uno stile di vita o addirittura una stagione, causando malattie e disturbi a carico dell’intestino, dell’umore, del sistema scheletrico e muscolare, peggiorando dunque anche l’aspetto esteriore.

 

Gli ingredienti più utilizzati

Dopo aver effettuato il test sul dosha dominante, potrete iniziare a cimentarvi nei preparati a base di erbe e spezie più adatti alla vostra personalità. Quelli che abbiamo inserito in questo articolo sono più diffusi, ma anche più utilizzati e testati in Occidente, grazie alle loro proprietà curative ad ampio spettro.

 

Curcuma

Estratti dalla radice della pianta, le curcumine donano il colore aranciato a questa spezia che non solo rende più profumate le pietanze dolci e salate, ma è in grado di migliorare la digestione, contrastare i sintomi della cattiva circolazione e minimizzare le smagliature e la cellulite.
Sul mercato è possibile trovare numerosi integratori di curcuma efficaci da poter assumere, in polvere oppure in capsule, facendo però attenzione a non abusarne, soprattutto se soffrite di serie patologie a carico dell’intestino.

 

Cumino

Si tratta di un’altra spezia dalle origini asiatiche e ampiamente utilizzata in India: insieme alla curcuma rappresenta la base della preparazione del curry. È una pianta imparentata con il prezzemolo, ha proprietà antinfiammatorie e digestive, inoltre aiuta a combattere i problemi legati all’apparato deigerente, per esempio la diarrea.
Può avere anche un’azione diuretica e ridurre sia il gonfiore addominale, sia quello delle gambe e delle altre zone adipose. A volte la sua assunzione viene indicata nella dieta dei diabetici, grazie alla sua capacità di diminuire i livelli di zucchero nel sangue.

 

Cardamomo

È conosciuto come la regina delle spezie e sembra sia in grado di diminuire il flusso di sangue, dunque consigliato per chi soffre di ipertensione. Può inoltre proteggere dalle patologie intestinali, come le ulcere, migliorando l’acidità e contrastando l’alito cattivo, grazie al suo gusto forte e molto simile alla menta.

 

Brahmi

Conosciuta col nome scientifico di Bacopa monnieri, si tratta di una pianta perenne originaria del subcontinente indiano e utilizzata soprattutto dalle donne come impacco per i capelli e per la pelle.
Può essere applicata in polvere miscelata all’acqua, oppure sotto forma di oleolito per massaggiare il corpo, lo scalpo e le tempie. Ha proprietà anti stress, può contrastare l’insonnia e migliorare la memoria: infatti, secondo alcuni studi, sembra possa riportare molti benefici nei pazienti affetti da ADHD.
Tuttavia, è principalmente adoperata per agevolare la crescita e la robustezza delle chiome, aggiungendola agli impacchi con la lawsonia inermis, l’hennè.

Fieno Greco

La sua provenienza non è indiana, ma è originaria dell’Egitto e delle terre del nord Africa, tuttavia, è ampiamente utilizzato nella medicina ayurvedica e conosciuto con il nome di methi.
È in grado di curare le patologie a carico del sistema scheletrico, come le artriti, e grazie alla ricca presenza di ferro, può apportare benefici in caso di anemia. Infine, sembra che questa pianta sia capace di abbassare i livelli di zucchero nel sangue, ridurre il colesterolo e migliorare la pressione sanguigna.

 

 

 

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