Come utilizzare gli integratori di vitamina D

Ultimo aggiornamento: 30.01.23

 

Nonostante, seguendo una dieta sana e uno stile di vita equilibrato, i livelli di micronutrienti nel nostro corpo siano piuttosto soddisfacenti, può capitare di dover assumere il migliore integratore di vitamina D dietro il suggerimento del nostro medico o per migliorare le funzionalità biologiche, soprattutto nel caso di deficit alimentari.

In questi casi sarà necessario conoscere il giusto metodo per il dosaggio e anche come conservare la confezione, evitando che le capsule si rovinino a contatto con l’aria.

 

Il fabbisogno quotidiano 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, a seguito di numerosi studi e prove scientifiche ottenute grazie ad analisi su pazienti di ogni genere, da diversi anni ha pubblicato uno schema che indica il giusto livello di assunzione media giornaliera sufficiente di nutrienti.

Da questo documento si evince anche che, nel caso della vitamina D, non è possibile stabilire un valore esatto e valido per tutta la popolazione, perché dipende da diversi fattori tra cui, principalmente, il grado di esposizione al sole.

A tal proposito, l’unità di misura internazionale è il cosiddetto AI o IU, in cui 40 IU equivalgono a 1 mg per giorno. In linea generale, se non sapete come assumere la vitamina D, se rientrate nella fascia di età 14/18 anni e 19/50 anni avrete bisogno di 200 IU, mentre la quantità aumenta man mano che si raggiunge la terza età. Quindi avremo 400 IU da 51 a 70 anni e 600 IU da 71 anni in poi.

 

Assumere la vitamina D dagli alimenti

Se vi state chiedendo dove si trova nelle verdure la vitamina D, perché volete evitare di assumere degli integratori o perché seguite una dieta vegana o vegetariana, allora potreste preferire alcune tipologie di funghi.

Questi sono un’ottima fonte vitaminica, che spesso e volentieri fanno parte di un regime nutrizionale completo, unendosi ad altri prodotti animali come il pesce, le uova e il fegato. Volete un esempio di un pasto ricco di questa sostanza? 

Certamente si può optare per un bel piatto di insalata verde, condito con olio e aceto, e che fa da contorno a uno sgombro oppure un salmone grigliato sulla piastra e con delle fette di pane integrale.

Altrettanto interessante può essere preparare una frittata con un paio di cucchiaini di Grana Padano e per finire dei funghi porcini freschi tagliati a losanghe, che fanno anche da contorno.

 

Occhio agli eccessi

La vitamina D è liposolubile, ovvero riesce a essere assorbita grazie alla presenza dei grassi, e, come per tutte le altre appartenenti a questa famiglia, esiste un concreto rischio di tossicità da sovradosaggio.

Quantità elevate di integratori di questo tipo, unite ad altri supplementi di principi nutritivi come quelli per il calcio, aumentano considerevolmente la possibilità di andare incontro a calcoli renali, o nei casi peggiori calcificazioni di tessuti molli come i tendini.

I sintomi principali sono molto comuni: dalla nausea al vomito, dalla costipazione alla debolezza.

Mentre, grazie alle controindicazioni che ci forniscono informazioni sui casi più gravi, sappiamo anche che si potrebbe eccedere talmente tanto da raggiungere una condizione tale in cui si sviluppano aritmie cardiache o altri problemi psicologici, come apatia e stato confusionale.

Quando si tratta della propria salute non ci si può improvvisare medici o nutrizionisti, per questo motivo, per evitare una carenza di vitamina D dovrete innanzitutto chiedere a un esperto ed essere certi di seguire uno stile di vita sano con una dieta regolare ed equilibrata.

 

 

 

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