Un eccesso di vitamina C può far male?

Ultimo aggiornamento: 14.04.21

 

L’acido ascorbico è una delle sostanze considerate essenziali per il nostro organismo, tuttavia, assumerla senza misura può provocare effetti collaterali anche gravi.

 

Che cosa provoca un eccesso di vitamina C? Generalmente si è portati a pensare che trattandosi di una sostanza molto importante e utile per corretto mantenimento del corpo, si possa assumere a dismisura per stare bene. Non c’è niente di più sbagliato, poiché come per tutte le altre vitamine, anche l’acido ascorbico deve rispettare delle quantità precise identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dopo anni di studi e ricerche scientifiche.

L’ipervitaminosi dunque può causare numerose problematiche a carico degli altri organi, come per esempio il fegato e i reni, incaricati dello smaltimento delle sostanze non utili. Scopriamo insieme quali sono i sintomi, le dosi giornaliere consigliate e in che modo è possibile prevenire complicazioni.

 

Proprietà dell’acido ascorbico

La vitamina C, così come quelle del gruppo B, il colecalciferolo, il retinolo e il tocoferolo, fa parte delle sostanze essenziali per l’organismo, senza le quali non potremmo vivere. Si tratta di una molecola idrosolubile, a base di acqua e altamente fragile: si deteriora facilmente se esposta ai raggi solari e al calore, perdendo efficacia. Come se non bastasse, l’uomo, a differenza di altri mammiferi, non è in grado di sintetizzarla autonomamente e deve necessariamente assumerla tramite la dieta.

La scoperta dell’acido ascorbico si deve a James Lind, un medico scozzese che nel 1747 diede da bere a un gruppo di marinai affetti da scorbuto una soluzione a base di spezie, limoni e arance. L’esperimento riuscì, permettendo finalmente di sconfiggere una malattia molto comune all’epoca e per la quale gli esperti dell’epoca non riuscivano a trovare soluzione. Tuttavia, fu solo durante gli anni ‘20 del ‘900 che fu isolata, dando origine al termine “vitamine” insieme alle altre sostanze conosciute.

La vitamina C viene introdotta attraverso il cibo e assimilata durante il processo di digestione a partire dalla bocca: poiché è altamente volatile, ciò permette alla molecola di essere integrata quanto più possibile, senza dover necessariamente raggiungere prima l’intestino.

I suoi benefici sono numerosi: prende parte a reazioni chimiche fondamentali per l’organismo, come per esempio la sintesi di alcuni amminoacidi essenziali per la produzione di collagene, di ormoni, e persino per permettere alla vitamina E di rigenerarsi. Inoltre, l’acido ascorbico serve ad aumentare l’assorbimento del ferro, del calcio e di altri sali minerali necessari per il corretto funzionalità del corpo.

Il suo principale utilizzo però, quello che tutti conoscono, è di fortificare il sistema immunitario durante gli stati influenzali. Viene infatti impiegato per combattere i virus che provocano raffreddori, bronchiti e mal di gola. La sostanza si trova anche nei cosmetici curativi, grazie alle sue proprietà antiossidanti in grado di contrastare la comparsa di acne, brufoli e per prevenire l’invecchiamento della pelle.

Tuttavia, troppa vitamina C può fare male: è importante dunque prestare molta attenzione durante l’assunzione di supplementi alimentari che ne contengono un’alta percentuale, poiché potrebbero presentarsi gravi effetti collaterali.

Quanta vitamina C al giorno è possibile assumere?

Secondo il Ministero della Salute la dose raccomandata per un uomo o per una donna adulti non dovrebbe superare i 1.000 mg, ma al contempo non essere inferiore a 180 mg. Dunque, 1 grammo di vitamina C al giorno non dovrebbe fare male, ed è anche vero che seguendo una dieta varia ed equilibrata è possibile rientrare in tale range senza difficoltà. Sono infatti molti i cibi che contengono naturalmente acido ascorbico oltre agli agrumi: i crauti per esempio, così come i kiwi, i broccoli, gli spinaci, i pomodori e persino il ribes.

La cottura e l’esposizione alla luce può provocare un’enorme perdita del principio attivo: per fortuna però, l’acido ascorbico ha la capacità di arrivare nel sangue e nelle cellule già attraverso la bocca durante la prima fase della digestione.

Talvolta, per prevenire o riprendersi dagli stati influenzali, è consigliabile sottoporsi a una cura a base di integratori di vitamina C, in grado di fortificare il sistema immunitario compromesso, rendendoci più resistenti all’attacco degli agenti patogeni.

 

Controindicazioni

Generalmente, se si rispettano le dosi indicate dal proprio medico o dal farmacista, è molto difficile che la vitamina C possa risultare tossica per l’organismo. Nonostante ciò, ai soggetti che soffrono di patologie gastrointestinali gravi, oppure malattie a carico del fegato e dei reni, è sconsigliato l’utilizzo di supplementi alimentari, che potrebbero provocare la formazione di calcoli. Per questo motivo, è preferibile ricorrere a tali farmaci soltanto in casi di carenza accertata, evitando di effettuare terapie senza chiedere il parere di un esperto.

Sintomi da ipervitaminosi C

Benché si possa pensare che l’acido ascorbico sia totalmente innocuo, portandoci a fare ingestione di arance e mandarini nel tentativo di aumentare le difese immunitarie, in realtà tale sostanza potrebbe risultare pericolosa per l’organismo.

Se da un lato una carenza della sostanza può provocare la comparsa di scorbuto, osteoporosi e difficoltà di coagulazione, a causa di una diminuzione delle piastrine con conseguenti sanguinamenti ed emorragie interne, dall’altro invece è necessario prestare molta attenzione al sovradosaggio.

Sono molto noti gli effetti collaterali di un eccesso di vitamina C sul fegato per esempio: organo in cui viene immagazzinata e smistata nelle cellule che ne hanno bisogno. Chi assume megadosi di acido ascorbico, ovvero pari a 2 grammi e più di sostanza, possono andare incontro a diverse problematiche, benché più lievi rispetto ad altre vitamine liposolubili, maggiormente difficili da smaltire.

Acidità, reflusso gastroesofageo, diarrea, nausea e vomito sono solo alcuni dei sintomi, sicuramente più leggeri rispetto al peggioramento dell’ipertensione, data da un sovrabbondanza di sali minerali, che la vitamina C può provocare. In alcuni casi, tale molecola può causare la comparsa di calcoli renali, e dunque cistiti, soprattutto nelle persone con una predisposizione alle spalle, dovuta all’aumento di ossalato di calcio.

Fatte tali premesse, riteniamo sia sempre opportuno consultare il proprio medico prima dell’assunzione di un supplemento alimentare contenente percentuali molto alte di vitamine, compreso l’acido ascorbico, ed evitare di cominciare terapie se si soffre di disturbi gastrici, renali o epatici.

 

 

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