La senna: proprietà, usi e controindicazioni

Ultimo aggiornamento: 14.04.21

 

Conosciuta anche con il nome di cassia, scopriamo insieme a cosa serve, quali sono le sue proprietà benefiche per l’organismo e quando sarebbe meglio evitarla.

 

Chiamata talvolta anche cassia, la senna è una particolare pianta facente parte della famiglia delle Leguminose. In realtà i due generi non sono esattamente uguali, tuttavia hanno entrambi le stesse caratteristiche chimiche e vengono utilizzati per gli stessi identici scopi: come rimedio contro la stitichezza.

Si tratta di un piccolo arbusto originario dell’India, ma che è possibile reperire anche in alcune zone dell’Africa Orientale, alto circa 1 o 2 metri e caratterizzato dalla presenza di fiorellini di colore giallo e baccelli contenenti dei legumi. Tale erba rientra tra le droghe antrachinoniche, ovvero in grado di irritare la mucosa intestinale al punto da risultare lassativa, tuttavia, se usata nella maniera corretta non dà nessun problema, anzi svolge un’azione benefica e depurativa.

 

Come si usa la cassia angustifolia

Tale pianta si può acquistare come farmaco da banco all’interno delle farmacie ed erboristerie in qualsiasi formato: compresse, infusi, capsule o sciroppo. La senna in tisana è piuttosto piacevole e ha un gusto leggermente speziato. Per la preparazione è necessario mettere a macerare circa un cucchiaino da caffè in un bicchiere d’acqua bollente per un massimo di dieci minuti. 

In alternativa, è possibile lasciare in infusione la stessa dose, ma a freddo, per almeno mezza giornata ottenendo così un’azione più delicata. Tuttavia, l’effetto lassativo non è affatto immediato, ma si manifesta all’incirca dopo dieci o 12 ore dall’assunzione.

Alcuni supplementi alimentari detossificanti contengono senna e tarassaco, poiché entrambe le piante hanno delle proprietà depurative sull’organismo: non solo svolgono un’azione purificante sul tratto intestinale, ma possono aiutare a drenare i liquidi in eccesso aumentando la diuresi.

Chi preferisce prodotti più naturali può acquistare dei sacchetti contenenti la foglia composta della cassia, che è possibile utilizzare per la realizzazione degli oleoliti e altri tipi di estratti fatti in casa. L’importante però, è evitare quanto più possibile di ricorrere troppo spesso a tale rimedio, che può causare assuefazione e non risolvere affatto il problema della stitichezza alla radice.

 

Proprietà benefiche

La senna è ampiamente utilizzata fin dall’antichità come sollievo contro i problemi di stipsi: ha le stesse caratteristiche dell’aloe vera, della frangola e del rabarbaro, tuttavia, a causa della sua facile reperibilità è la più adoperata di tutte.

La sua coltivazione è molto semplice e può avvenire anche in presenza di un clima mite come quello mediterraneo: viene utilizzata anche come pianta ornamentale grazie alle sue piccole infiorescenze gialle, che sbocciano in un periodo molto lungo dell’anno, ovvero tra marzo e settembre.

La cassia è originaria dell’India, tuttavia è ormai accettata come lassativo naturale anche in Europa, tanto che la sua assunzione è indicata dai medici prima di sottoporsi a un esame invasivo come la colonscopia o a un’operazione all’intestino.

Oltre ad avere delle proprietà lassative sembra sia un ottimo rimedio contro i parassiti e i vermi intestinali, sia per gli umani, sia per gli animali da affezione, inoltre, in alcuni casi è adoperata come farmaco antipiretico, ovvero in grado di abbassare la febbre causata dagli stati influenzali. Nonostante ciò, considerato il suo effetto purgante molto forte, si sconsiglia di utilizzarla per un periodo prolungato nel tempo, poiché può provocare dipendenza psicologica al pari di una droga.

Cosa sono i sennosidi?

La Cassia, pianta dalle proprietà lassative, è composta da un particolare fitocomplesso contenente flavonoidi, mucillagini, sali minerali e soprattutto antrachinonici. Queste ultime sostanze vengono chiamate anche sennosidi: sono dei glicosidi, ovvero dei composti chimici formati da carboidrati e zuccheri. Una volta ingeriti, creano una reazione di idrolisi e attivano dei particolari enzimi, che vanno a irritare la mucosa al punto da aumentare la peristalsi intestinale.

Il principio attivo dunque non viene assorbito dall’organismo, ma contribuiscono alla formazione di liquido e sostanze elettrolitiche tra i villi del colon, idratando le feci e aiutando in questo modo l’evacuazione. Non tutte le parti della pianta presentano le stesse quantità di sennosidi: le foglie possono contenerne fino al 3% e hanno un’azione lassativa più forte, mentre i baccelli raggiungono al massimo il 2.5%, sviluppando un effetto più blando.

 

Senna: una pianta benefica ma anche pericolosa

Prima di assumere un lassativo sarebbe opportuno chiedersi per quale motivo si soffre di stitichezza e se ciò si può considerare un problema ricorrente oppure dovuto a un particolare e isolato evento scatenante. Nel caso in cui la risposta fosse la prima opzione, ciò che è necessario fare non è affatto risolvere autonomamente la seccatura con un prodotto che possa farvi andare in bagno, ma consultando un medico e valutando l’ipotesi che forse si potrebbe trattare di una patologia su cui indagare a fondo.

Si tratta infatti di un’erba che rientra nella categoria delle droghe, a causa dell’assuefazione e della dipendenza che può provocare con un uso prolungato nel tempo. Inoltre, in caso di sovradosaggio può provocare anche perdita eccessiva di liquidi, con conseguente ipokaliemia, ovvero carenza di potassio che porta alterazioni elettrolitiche che si ripercuotono su tutto l’organismo.

L’assunzione di senna può inoltre indurre la comparsa o il peggioramento delle emorroidi, alterare il colore delle feci e delle urine per un’eccessiva presenza di sostanze acide o basiche.

Inoltre, chi soffre di infiammazioni croniche intestinali come il morbo di Crohn,  sindrome del colon irritabile, colite ulcerosa, diverticolite, restringimento del retto, oppure sospetta un’occlusione causata dall’ingestione accidentale di un corpo estraneo, bisognerebbe evitare quanto più possibile l’assunzione della cassia angustifolia.

Infatti, tale pianta contiene delle particolari molecole chiamate glicosidi antrachinonici, sostanze che causano l’effetto lassativo, tuttavia da utilizzare su una mucosa intestinale non compromessa, poiché potrebbero irritarla ulteriormente. In questi casi sarebbe preferibile mangiare semi di lino o di chia, poiché composti da mucillagini in grado di agevolare l’evacuazione proteggendo il microbioma e i villi.

Anche alle donne in stato di gravidanza o allattamento ne è altamente sconsigliato l’utilizzo, poiché non ci sono abbastanza studi riguardo una possibile pericolosità sulla corretta crescita del feto.

 

 

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