Domande frequenti sui semi di lino

Ultimo aggiornamento: 30.01.23

 

Quanti semi di lino mangiare?

I semi di lino rappresentano uno degli ingredienti che non dovrebbe mai mancare nella nostra dieta, perché è particolarmente benefico e aiuta a favorire il buon funzionamento del nostro organismo.

Si tratta di un alimenti ricco di Omega 3 e di sali minerali che danno una mano al nostro intestino e a tutto l’apparato digerente, rinforzando anche i collegamenti nervosi.

Per questa ragione è importante sapere come si cucinano i semi di lino, utilizzando la giusta quantità di almeno tre cucchiaini al giorno, per godere dei vantaggi di chicchi così pieni di sostanze nutritive importanti.

 

Quali nutrienti apportano i semi di lino?

Tra le tante soluzioni artificiali che si trovano in commercio e che offrono un buon apporto di nutrienti, nessuno può eguagliare i semi di lino e i suoi principi nutritivi chiave come i lignani, la vitamina E e il magnesio, oltre i diversi acidi grassi essenziali come l’Omega 3.

Si tratta infatti di un alimento piuttosto completo, che su 100 g di prodotto contiene 40 g di grassi, di cui più della metà di quelli buoni, 20 g di proteine e aminoacidi essenziali e 28 g di fibra alimentare con 1 g di carboidrati complessi.

A questi si aggiungono anche i flavonoidi che vantano un’azione antiossidante, altre vitamine ma del gruppo B e, infine, potassio e calcio in piccole quantità.

Come si cucinano i semi di lino?

Se volete prendervi cura del vostro organismo senza rinunciare a delle preparazioni culinarie squisite, la soluzione potrebbe essere quella di introdurre nella vostra dieta anche elementi come i semi di lino.

Poiché la loro dimensione è molto piccola, è consigliato anche dai medici di non inghiottirli senza prima sminuzzarli, perché altrimenti non riuscirete ad assorbire tutte le sostanze nutritive già nella prima fase di digestione, ovvero la masticazione.

Se volete sapere come tritare i semi di lino e utilizzarli in cucina, il nostro suggerimento è quello di unirli al caffè e quindi ridurli in polvere con il macinino, aggiungendo magari anche al latte.

 

Per chi sono indicati i semi di lino?

Di solito anche i medici e nutrizionisti consigliano di consumare quotidianamente la dose raccomandata di semi di lino, soprattutto per chi soffre di stitichezza, osteoporosi o diabete. In commercio si trovano anche formati diversi dei chicchi, come le capsule, le tavolette, l’olio estratto generalmente a freddo e le softgel.

Queste però sono più indicate per chi ha bisogno di integrare anche una quantità maggiore di acidi grassi essenziali come Omega 3, 6 e 9.

In genere sono consigliati per le malattie cardiache congenite o problemi di cuore insorti nel corso del tempo, quindi anche infiammazioni delle articolazioni, aterosclerosi e per chi vuole diminuire i valori di colesterolo nel sangue.

 

I semi di lino fanno dimagrire?

In natura non esistono integratori o alimenti capaci di aiutarvi a perdere peso nel giro di poco tempo, quindi, a prescindere da quanti semi di lino al giorno vengono assunti dal vostro organismo, l’unico metodo per abbassare l’asticella della bilancia è seguire uno stile di vita sano.

Questo comporta quindi fare attività fisica a cadenza regolare e mangiare in maniera equilibrata, quindi aggiungendo ai pasti anche prodotti come questi chicchi che sono ricchi di nutrienti.

Per esempio, le fibre alimentari aiutano a migliorare l’attività dell’intestino, sbloccando l’organismo in caso di stitichezza, e dando una maggiore sensazione di sazietà e riducendo, quindi, l’appetito.

 

 

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