I sintomi del testosterone basso e i rimedi naturali per aumentarlo

Ultimo aggiornamento: 26.10.21

 

Nel mondo sportivo si sente spesso parlare di testosterone basso, una condizione fisiologica caratterizzata dalla diminuzione dei livelli circolanti di questo importantissimo ormone, che riguarda soprattutto gli uomini adulti una volta superati i 40 anni d’età. Scopriamo le cause di questo deficit, i sintomi a cui prestare attenzione e i rimedi più efficaci per contrastarlo.

 

Il testosterone è un ormone steroideo ad azione androgena e anabolica, prodotto principalmente dalle cellule di Leydig situate nei testicoli maschili e, in minima parte, dalle ovaie e dalla corteccia surrenale nella donna.

Quando si verifica un calo dei livelli circolanti di questo increto, il corpo invia dei segnali da tenere sotto controllo per prevenire sia i problemi legati alla sfera sessuale sia il rischio di sviluppare patologie gravi come il diabete mellito di tipo 2, l’obesità, l’insufficienza testicolare e l’ipogonadismo.

Pertanto, se si riscontrano i sintomi descritti nei paragrafi successivi o qualora venga evidenziato un eventuale squilibrio ormonale dagli esami del sangue, è opportuno rivolgersi a uno specialista (urologo o endocrinologo) per valutare l’adozione di un programma terapeutico adeguato al proprio quadro clinico.

Le terapie di tipo farmacologico non sempre sono necessarie, visto che il più delle volte è sufficiente migliorare il proprio stile di vita e seguire un regime alimentare più equilibrato per aumentare i livelli di testosterone in modo naturale e ritardarne la fisiologica riduzione. Tuttavia, per meglio comprendere le cause e i sintomi legati alla ridotta produzione di questo ormone, è necessario capire a cosa serve il testosterone e come viene prodotto dal corpo.

 

Cos’è il testosterone

Pur essendo presente in minima quantità anche nell’organismo femminile – dove viene trasformato in estrogeni per effetto dell’enzima aromatasi – il testosterone è considerato l’ormone maschile per eccellenza in quanto responsabile dello sviluppo dell’apparato genitale a partire dallo stato embrionale e, durante la pubertà, dei caratteri sessuali secondari (peli, massa corporea, tono muscolare, voce profonda e accrescimento dei genitali).

Superata questa fase e per l’intero arco della vita è responsabile di quasi tutti gli aspetti che riguardano la sfera sessuale dell’uomo, come l’erezione, la libido, la produzione di sperma e il desiderio sessuale, intervenendo anche nella produzione dei globuli rossi, nella regolazione di alcuni processi cognitivi (tra cui la concentrazione e la memoria), nonché nella modulazione dell’aggressività e del tono dell’umore.

Senza entrare in discorsi troppo tecnici e complessi da comprendere per chi non è un “addetto ai lavori”, ci basta sapere che i livelli di testosterone plasmatico possono essere misurati in due modi: come testosterone totale, ossia la quantità legata alle proteine del plasma (tra cui l’albumina e le globuline SHBG), e come testosterone libero, cioè la quota (pari all’1%) che circola liberamente nel torrente circolatorio.

La secrezione testicolare dell’ormone viene regolata dall’ipotalamo e dall’ipofisi attraverso specifici meccanismi di controllo che seguono il ritmo circadiano, tanto è vero che il picco massimo di produzione fisiologica si registra nelle prime ore del mattino, dopodiché i suoi livelli si riducono progressivamente nel resto della giornata. 

Un livello di testosterone alto, oltre a favorire la fertilità maschile stimolando la maturazione e la motilità degli spermatozoi presenti nei testicoli, determina una maggiore virilità nell’uomo, aumenta la libido, migliora la funzionalità erettile e aiuta a prevenire lo sviluppo di malattie del metabolismo quali l’ipertensione e il diabete.

Per determinare i valori di testosterone presenti nel circolo ematico è sufficiente sottoporsi a un semplice esame del sangue, tenendo però presente che i risultati tendono a variare in base all’età, al momento della giornata in cui si effettua il prelievo e al proprio quadro clinico.

 

Testosterone basso: cause e sintomi

Negli uomini la produzione di testosterone tende a diminuire fisiologicamente a partire dai trent’anni e rappresenta, pertanto, una condizione fisiologica che fa parte del normale processo di invecchiamento.

Oltre all’età ci sono altri fattori che possono determinare una riduzione dei suoi livelli ematici, tra cui: l’obesità, stili di vita poco sani, la presenza di patologie ereditarie come la Sindrome di Klinefelter, il diabete di tipo 2, i disordini autoimmuni, traumi o rimozioni chirurgiche dei testicoli, l’AIDS e l’assunzione di farmaci antidepressivi.

Quando si verificano dei livelli di testosterone basso, i sintomi che il corpo ci invia possono coinvolgere diversi apparati (come quello genitale, cutaneo, muscolo-scheletrico, neurologico e circolatorio) e presentarsi contestualmente o in anticipo rispetto all’andropausa.

Nello specifico, i segnali da tenere sotto controllo sono: disfunzione erettile, calo della libido e del desiderio sessuale, disturbi del sonno, stanchezza cronica, aumento del grasso corporeo, riduzione della massa muscolare e della densità ossea, perdita di capelli e peli, anemia, variazioni dell’umore e apatia.

 

Come aumentare i livelli di testosterone in modo naturale

In presenza di questi sintomi da testosterone basso è buona norma consultare uno specialista per valutare l’inizio di una terapia adeguata al tipo di deficit riscontrato e al proprio stato di salute generale. Una volta effettuate tutte le analisi ormonali del caso, un primo approccio terapeutico consiste nell’adottare un regime alimentare sano ed equilibrato che riduca (o escluda totalmente) il consumo di cibi ad alto indice glicemico.

È risaputo, infatti, che questi alimenti (soprattutto quelli a base di zuccheri raffinati), oltre ad aumentare l’apporto di calorie vuote, determinano anche un incremento della glicemia, che a sua volta porta a una riduzione del testosterone totale e libero nel sangue.

Dal momento che anche il grasso è uno dei principali nemici dell’ormone, favorendone la conversione in estrogeni attraverso l’enzima aromatasi, le persone obese o in sovrappeso con ridotti valori di testosterone libero dovrebbero limitare il consumo di alimenti calorici e “junk food” per controbilanciare l’apporto energetico ed evitare danni all’organismo.

Un altro rimedio naturale per contrastare il calo del testosterone è svolgere una regolare attività fisica in modo da perdere i chili in eccesso e aumentare contestualmente la produzione fisiologica dell’ormone. In particolare, si consiglia di praticare 150 minuti di ginnastica a settimana alternando esercizi aerobici (come cyclette, tapis roulant e jogging) per migliorare la funzionalità cardiaca e respiratoria, ad attività anaerobiche di rinforzo muscolare, tra cui il sollevamento pesi e la corsa veloce sui cento metri.

Allo stesso modo, è importante anche ridurre i livelli di stress e migliorare la routine del sonno, cercando di dormire almeno 7-8 ore a notte. Inoltre, chi vuole aumentare i livelli di testosterone, dovrebbe anche limitare il consumo di alcol, esporsi al sole per incrementare la produzione di vitamina D (i cui recettori sono presenti nei tessuti dell’apparato riproduttivo maschile e coinvolti nella secrezione ormonale) e fare il pieno di antiossidanti mangiando più frutta e verdura fresca.

Il ricorso a specifiche supplementazioni alimentari, come gli integratori di ashwagandha e quelli a base di ZMA (zinco, magnesio e vitamina B6), si rende invece necessario solo quando i livelli di testosterone libero sono al di sotto della norma, previo consiglio del medico.

 

 

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